mercoledì 9 maggio 2007

COME SI CANTA IL BLUES

di Lame Mango Washington
(attribuito a Memphis Earlene Gray con la collaborazione di Uncle Plunky, revisioni a cura di Little Blind Patti D. & Dr. Stevie Franklin, trad. e adattamento di Capitan Costina)


1. la maggior parte dei Blues cominciano con "Woke up this morning." (mi sono svegliato stamattina)

2. "I got a good woman" (ho una brava donna) è una maniera sbagliata per cominciare un blues, a meno che non si pareggi la situazione immediatamente attaccando qualcosa di brutto nel verso successivo tipo "I got a good woman, with the meanest face in town." (ho una brava donna con la peggior faccia che si possa trovare in città).

3. Il Blues è semplice. se sei riuscito a beccare il primo verso e a renderlo efficace, ripetilo. Poi cerca qualcosa che faccia rima, qualcosa del tipo: "Got a good woman - with the meanest face in town. Got teeth like Margaret Thatcher - and she weigh 500 pound." (ho una brava donna con la peggior faccia che si possa trovare in città. ha i denti come quelli di Margaret Thatcher e pesa 500 pound - ok, in italiano non fa rima, ma il blues in italiano non esiste. e nessuno si azzardi a dire che zucchero fa blues).

4. il Blues non ha a che fare con la possibilità di scegliere. sei dentro a un cavolo di fosso, un maledetto buco oscuro, piantato nel terreno e non c'è via d'uscita, ochei?

5. Automobili Blues: Chevy, Cadillac e furgoni americani da rottamare a vista. Il Blues non viaggia a bordo di Volvo, BMW o SUV. i veicoli più blues di tutti sono i bus Greyhound o i treni dei pendolari. nemmeno gli aerei sono blues, a meno che non cadano con il bluesman a bordo e lui non sopravviva. camminare un sacco, invece, fa poderosamente parte del "blues lifestyle". come ubriacarsi fino alla morte. Moto: Indian o Harley.

6. i Teenager NON possono cantare il Blues. semplicemente perchè non hanno ancora cominciato a ubriacarsi fino alla morte. gli adulti cantano il Blues. nel Blues, "essere adulti" significa essere abbastanza grandi per essere condannati alla sedia elettrica se spari a qualcuno giù a Memphis.

7. il Blues può essere ambientato a New York City ma non alle Hawaii o in qualsiasi zona del Canada. problemi a Minneapolis-St. Paul o Tucson rappresentano una semplice depressione. Chicago, St. Louis e Kansas City sono i posti migliori per farsi venire il Blues. infatti, non puoi avere il Blues in un posto dove non piove. quindi varese va benissimo.

8. un uomo con la classica pelata da ragioniere non è blues. una donna con lo stesso problema si. così come romperti una gamba sciando non è blues e farlo perchè un alligatore ha cercato di staccartela lo è.

9. non puoi sentirti Blues in un ufficio o in un centro commerciale. è un problema di luce. troppa. il bagno dell'ufficio può essere blues, specialmente a fine giornata, così come il posteggio del centro commerciale dopo l'orario di chiusura.

10. ottimi posti per trovare il Blues:
a. autostrada
b. prigione
c. letto vuoto
d. alla fine di un bicchiere di whisky
11. posti sbagliati dove non lo troverai mai:
a. ashram in india
b. inaugurazioni di mostre d'arte contemporanea
c. feste universitarie
d. campi da golf

12. nessuno crederà mai che hai addosso il Blues se porti un bel completo con tanto di cravatta, a meno che tu non abbia più di 60 anni, sia negro e soprattutto sembri chiaro che, nel tuo bel completo, è una settimana che ci dormi dentro

13. hai il diritto di cantare il blues?
Si, se:
a. ti ricordi l'avvento dell'elettricità
b. sei cieco
c. hai sparato a qualcuno giù a Memphis
d. non riesci a trovare la pace ("can't be satisfied, oh yeah")

No, se:
a. hai ancora tutti i denti
b. eri cieco ma grazie a un'operazione sofisticatissima ora ci vedi

c. l'uomo di Memphis è sopravvissuto

d. hai una pensione integrativa

14. cantare il Blues non ha a che vedere con il colore della pelle. è una questione di semplice sfiga.
Tiger Woods non può cantare il blues.
Gary Coleman (Arnold) potrebbe.
Johnny Winter (alcolizzato, tossico e albino) può.

15. Se chiedi un bicchiere d'acqua e la tua "baby" ti serve una pinta di benzina, quello è Blues.
Altre bevande Blues accettabili sono:
a. vino
b. whiskey o bourbon
c. acqua fangosa (muddy water)
d. caffè nero

le seguenti NON SONO bevande Blues:
a. long drink e cocktail con frutta e ombrellini
b. vino kosher
c. snapple, gatorade, red bull, burn e gli energy drink in generale
d. acqua gassata a meno che non sia usata per smacchiare il sangue di quello cui hai sparato giù a Memphis

16. quelle in motel pulciosi o baracche di lamiera sono morti Blues.
accoltellato alla schiena da un'amante gelosa è un'altra maniera blues di morire.
condannato alla sedia elettrica per aver sparato a uno giù a Memphis, abuso di sostanze tossiche o abbandonato in un vicolo dentro una scatola di cartone sono morti molto blues.

NON si muore Blues per un infarto durante una partita di tennis o per complicazioni successive a un'operazione di liposuzione.

17. nomi Blues per donne:
a. Sadie
b. Big Mama
c. Bessie
d. Fat River Dumpling

18. nomi Blues per uomini:
a. Joe
b. Willie
c. Little Willie
d. Big Willie

19. persone con nomi tipo Sierra, Sequoia, Auburn, Rainbow, Gianmarco o Selvaggia non possono cantare il Blues, non importa a quanti uomini abbiano sparato giù a Memphis.

19. Componi il tuo nome Blues (starter kit):

a. definizione di una menomazione fisica (Blind, Cripple, Lame, etc.)
b. primo nome (vedi sopra) più il nome di un frutto (Lemon, Lime, Kiwi,etc.)
c. cognome di un presidente americano (Jefferson, Johnson, Fillmore, etc.)

Esempio: Blind Lime Jefferson, o Cripple Kiwi Fillmore, etc. (Ok, forse non "Kiwi"...)

20. Non è importante quanto tragica sia stata la tua vita: possiedi un computer e lo sai usare (apparentemente), quindi non puoi cantare il blues.
meglio se lo distruggi.
Adesso.
Puoi usare: il fuoco, versarci sopra una bottiglia di Wild Turkey o sparargli addosso.

non è importante.

Se ti stai domandando perchè io posso cantare blues, visto che ho postato questo pezzo con un computer su una rete basata su computer e tu proprio non puoi, sappi che ho prima di usare il computer ho imparato a cantare blues.

Basta là.

venerdì 20 aprile 2007

Dal corriere.it

Dal corriere.it e dal forum di Beppe Severgnini (tra i miei giornalisti preferiti) copio, incollo e sottoscrivo.

Caro Beppe,
ascolto Radiodue e sento della sparatoria in Virginia. La sera il Tg2 dice: ?4altro massacro e l'America si interroga». Accendo la tv: Cnn, Fox News ... mi pare che l'America si stia interrogando sulla questione sbagliata. Si scomodano fior fiore di criminologi, si fanno paragoni con gli episodi del passato, ma la domanda è sempre la stessa e sempre quella sbagliata: «Perché quel tizio ha sparato?». In ore e ore di dirette tv, nessuno che si pone la domanda giusta: perché questo tipo aveva in mano due armi semiautomatiche? Lo sanno tutti il perché: è la lobby delle armi. Ma pare che questa semplice e assurda verità sia assolutamente impenetrabile. Virginia Tech verrà dimenticata come Columbine, e rispunterà al prossimo inevitabile episodio con la solita domanda sbagliata.

Rita

Cara Rita, abbiamo ascoltato tutti tante parole, nelle ultime ore. Cercherò perciò di essere breve e chiaro. Il mio parere - lo dico subito - è simile al tuo. 
Facciamo un passo indietro. I film ammazza-ammazza sono nauseanti, e hanno veramente stufato. I videogiochi violenti sono forse pericolosi, per una mente malata. I ragazzi disperati e turbati mettono angoscia, e sono capaci di tutto. Ma di film ammazza-ammazza, di videogiochi violenti e di gente in preda a ossessioni e raptus è pieno il mondo. Le stragi nelle scuole, però, sono una drammatica specialità americana (credo che siamo arrivati a settanta, senza contare lo stillicidio di giovani morti ammazzati quotidiamente). In cosa l'America è diversa da ogni altro Paese? Nella diffusione e nella facilità d'acquisto delle armi da fuoco. La National Rifle Association (Nra) dice: non sono le armi che uccidono, sono gli uomini. Vero, ma è un sofisma. Senza armi da fuoco un pazzo in preda a raptus uccide una persona, forse due; non trentadue. Tu dici che in America non accadrà nulla. Non ne sono certo: stavolta è davvero grossa. Il pericolo, oltretutto, è che succedano episodi «copycat»: imitatori suggestionati potrebbero tentare di ripetere l'impresa (ne hanno parlato, i networks americani). Credo che qualche candidato alla presidenza avrà il coraggio - e la convenienza - di parlar chiaro sull'argomento (cosa possa fare, è un altro discorso). Michael Moore spesso è irritante, ma su questa faccenda ha ragione: meno armi, meno morti. Punto. I campus americani - come molti di voi sanno - sono posti magnifici, accoglienti e tranquilli. I ragazzi, in quel grande liceo che è il college Usa, sono seguiti, assistiti, consigliati. Evitiamo la sociologia spicciola: se quel giovane asiatico impazzito non avesse potuto mettere le mani su quelle armi automatiche, non saremmo qui a parlare di una strage. Non accade a Varese, Vienna, Vancouver, Valencia: accade in Virginia, luogo civilissimo. Perché? 
Ho troppa stima degli americani: non posso credere che gireranno la testa dall'altra parte, e rifiuteranno di rispondere a una domanda tanto semplice.

lunedì 16 aprile 2007

Ecco...

LONDRA (Reuters) - I nomi, le età e le professioni degli sventurati passeggeri del Titanic sono finiti su Internet per la prima volta, 25 anni dopo la tragedia che vide la nave affondare nell'oceano. Decine di pagine con annotazioni scritte a mano dai passeggeri sono ora disponibili gratuitamente sul sito findmypast.com, rivelando i sogni di tanti emigranti che nel 1912 speravano di crearsi una nuova vita in America, partendo da Southampton. La nave "White Star", giudicata "inaffondabile", lasciò il porto il 10 aprile, per inabissarsi dopo aver colpito un iceberg, portando alla morte 1.523 persone. Tra i passeggeri vi era ad esempio George Mackay, un macellaio scozzese di 20 anni, che viaggiava in terza classe. La contessa di Rothes era invece imbarcata in prima classe, con il cugino Gladys Cherry e la sua cameriera personale Roberta Maioni. Per loro la sorte fu benevola: furono tratti in salvo dalla nave Carpathia.

giovedì 12 aprile 2007

Ma non era una stronzata?

Con estremo ritardo, causato principalmente dal disinteresse, verifico che una mia proposta vecchia di circa 4 anni, quando ancora abitavo a Fantasylandia, è stata approvata e si trova online da un po’.

Curioso, perché proprio quello è stato il primo progetto che ho presentato e ai tempi venne etichettato come “leggero, poco incisivo, praticamente una stronzata”.

Certo, solo gli idioti non cambiano idea e (per carità!) non si dica che ho vissuto tra gli idioti.

Tra i “furbetti”, però, si e l’ho sempre saputo.

Tengo a sottolineare, per la tranquillità di chi si è appropriato di una delle MIE idee (ma sono certissimo che anche le altre prima o poi salteranno fuori…), che non è coperta da diritto d’autore.

Come al solito, la classe non è acqua e chi non ne ha non perde occasione per dimostrarlo.

Maledetti giapponesi!

Qualche tempo fa, su questo blog, mi sono espresso in maniera piuttosto critica (o meglio, preoccupata) sul futuro delle console next-gen. Le premesse, e la mancanza di informazioni, non mi permettevano di fare altro, ma ora, a qualche settimana dal lancio di Ps3, mi sento di dire che avevo toppato alla grande. Oltre 50.000 macchine vendute in Italia (and counting) rappresentano un ottimo esordio in previsione di quello che sarà a breve. Certamente, chi sta immerso “nel settore” dalla mattina alla sera e manca della fondamentale possibilità di confrontarsi con una realtà esterna alla propria gestione del budget mensile, non si aspettava niente di meno di quanto è avvenuto, ma i dati sui consumi provenienti da Enti nazionali di riconosciuta affidabilità (come l’Istat) non lasciavano molto spazio a previsioni particolarmente ottimistiche, con la spesa pro capite in calo e l’inflazione in crescita…

Invece, una console da 599 euro giochi esclusi, vende, e pure bene. Perché mai? Le risposte sono diverse. La prima riguarda il target cui si rivolge la macchina che non è più, come ha specificato il nuovo responsabile marketing di Scei, quello degli hard core gamers. Ora l’obiettivo è quello dei professionisti alto-spendenti che desiderano essere al passo con la tecnologia e si vogliono dotare di un vero media center completo, dal design cool e dalle ampie potenzialità funzionali. La seconda, legata alla prima, vede centrale la fruizione di contenuti multimediali in alta definizione su schermi di grande diagonale (da più parti danno già per spacciato il formato Hd-Dvd sostenuto da Microsoft) dotandosi di un buon lettore Blue-ray multifunzione, com’è in effetti la Ps3, mentre quelli “ufficiali” costano ancora cifre comprese tra i 700 e i 1000 euro. La terza, solo subordinata a queste due, comprende i titoli a disposizione che, per quanto vari e sufficientemente numerosi, non hanno logicamente ancora sprigionato l’intero potenziale della macchina.

Malgrado questo, la mia sensazione è che almeno in Italia siano stati proprio gli hard core gamers a comperare la console. Non so perché, ma ho l’impressione che il vero drive sia arrivato dal solito, caro, vecchio zoccolo duro del mercato piuttosto che da nuove fasce di consumatori attirate dal “trend phenom” che bisogna seguire a tutti i costi. Sarà anche un caso, ma pare proprio che le performance migliori si siano registrate nel canale specializzato (quello dove si riforniscono gli appassionati) piuttosto che nel generalista dove comunque c’è movimento. E mentre la grande distribuzione nicchia ancora sul formato ed espone pochi lineari di titoli in Blue-ray, evita come la peste i lettori per i film in alta definizione, ma spinge i televisori Hd-Ready (strategia misteriosa, vista la carenza di programmi in Hd e la scarsità di abbonati al satellite che li irradia…), PlayStation 3 si mangia la 360 a colazione.
Per il botto vero, però, credo che ci sia da aspettare ancora qualche mese e per la precisione la cosiddetta brutta stagione quando, tradizionalmente, la console sarà riposizionata e giungeranno sugli scaffali i giochi di calcio. Allora si che se ne vedranno delle belle. Allora si che Microsoft, con la sua risibile mossa di “contenimento” (lancio di una versione Elite della 360 con hard disk da 120Gb ma PRIVA di lettore Hd-Dvd) avrà il rudest awakening of all...

Anche perché, non è cosa da sottovalutare, su Xbox Live come sospiri ti tocca pagare, mentre su Playstation Network hai un bel po’ di opportunità completamente gratuite in più, senza contare la possibilità di navigare in InFernet standotene sdraiato sul divano…

C’ho già la Visa che vibra… e il senso di colpa che cresce.

mercoledì 4 aprile 2007

Un po' di citazioni musicali...

“La cosa più strana che ho sniffato? Le ceneri di mio padre, mescolate con la cocaina. E’ andato giù bene...”
Keith Richards


“I don't have a drinking problem ‘cept when I can't get a drink”
Tom Waits

“Blues is easy to play, but hard to feel”.
Jimi Hendrix

“I listen to music for emotion and I get zero emotion from rap”.
Seb Bach

“The only Maybelline I knew was the name of a cow”.
Chuck Berry

“A kiss that is never tasted, is forever and ever wasted”.
Billy Holliday

“Old men do it better. We're not so sensitive in certain areas”.
Robert Plant

“I've never had a problem with drugs. I've had problems with the police”.
Keith Richards

Ps
FaRtweb non mi ha ancora allacciato.
Li odio.

lunedì 2 aprile 2007

Maledetti fàstuébbari

ANCORA orfano della linea telefonica e internautica nella nuova casa, posto questo piccolo motto di saggezza dal mio bianchissimo Mac redazionale.

"Troppo spesso perdiamo di vista i semplici piaceri della vita.
Ricordatevi che quando qualcuno vi rompe le palle, se aggrottate la fronte, utilizzate la bellezza di 42 muscoli facciali
MENTRE ve ne occorrono solo 4 per estendere il braccio e dare una bella legnata in testa allo scassapalle".