lunedì 6 gennaio 2020

Avere il blues



Avere il blues è una roba strana. Dicono che per averlo bisogna essere afroamericani (insomma… un po’ scuri di pelle) e che è una cosa che ti prende quando meno te lo aspetti. A parte il fatto che sul serio non sai quando arriva, al massimo intuisci da dove, la questione del colore è vera fino a un certo punto perché c’è un sacco di gente pallida che l’ha capito e che lo suonava, o lo suona se è tutt’ora vivente, come si deve. Gente come Eric Clapton (inglese), John Mayall (idem), Gary Moore (irlandese - R.I.P.), Rory Gallagher (irlandese – R.I.P.), Sean Costello (americano – R.I.P.), Sean Chambers (americano), Tolo Marton (italiano), Guido Toffoletti (idem – R.I.P.). Ok, molti sono morti, ma il dato non è assolutamente fondamentale. In tanti casi dipende dall’età, in altrettanti dipende dai demoni che hai addosso perché sì, se lo lasci fare, se sei predisposto, il blues ti mette a nudo e in contatto coi tuoi demoni dato che apre le porte dove li hai richiusi. Anche quelli che dicono di non averne, di porte e di demoni, li hanno entrambi, d’altronde li abbiamo tutti. Il blues è una chiave che, se la usi, può aprire quelle porte. Ciò che trovi oltre la porta non è mai certo. Ti può mangiare vivo come dare una spinta verso l’alto o verso il basso. Non lo sai mai. Nel corso della mia vita ho incontrato un sacco di gente potenzialmente blues, ma di musicisti italiani con quella sensibilità, quelle porte aperte, forse tre, massimo quattro e uno di loro non è più qui. Un altro, per fortuna, ho ancora il piacere di frequentarlo e ascoltarlo, talvolta persino di cantarci insieme. L’idea sbagliatissima, secondo me, è che il blues sia noioso, triste e cupo. Il blues celebra la vita in ogni suo aspetto, nel bello e nel brutto, ma senza fare finta che l’ultimo non esista. Talvolta ti offre una speranza, più spesso di dice di tirare su la testa e tirare diritto perché anche quando sei  nella merda più puzzolente arriverà qualcosa e tu dovrai essere lì, pronto a godere del momento. Una donna, un sapore, uno sguardo, un sorso. Qualcosa. In Red House Jimi dice non senza una punta d’ironia: “If my baby she don’t loves me no more, I’m sure her sister will”. Easy. Il blues ha a che fare con quello che siamo e chi lo ascolta deve avere il coraggio di lasciarsi andare, così come chi lo interpreta, completamente. Per scoprirsi e per ritrovarsi. Se non ti lasci andare, suonerai o canterai sicuramente bene, magari farai anche un grande concerto, ma non avrai goduto, non avrai cavalcato l’onda e non avrai lasciato che la TUA onda esca ripulendo la tua anima.   

Ricette Hobbit


Pan di Via della partenza
Lembas degli Elfi
(per 4 persone)

• 300 gr di farina
• 1 bustina di lievito per dolci
• 100 gr di zucchero
• 1 uovo intero
• 250 ml di latte
• 100 gr di miele
• 50 gr di burro
• 50 gr di panna fresca

Mescolate burro, miele, panna fino ad ottenere una crema soffice. Separate l'albume e il tuorlo e sbattete il tuorlo con il latte. Tenetene da parte poco per spennellare il pan di via prima della cottura. Unite il latte con il tuorlo alla farina e mescolate cercando di evitare i grumi. Aggiungete lo zucchero al composto di miele, panna e burro, poi il lievito e infine l'albume d'uovo montato a neve. Unire tutto e lavorare a pasta morbida. Tirare a sfoglia alta 3 mm con un mattarello e tagliate i lembas a triangoli o quadrotti, sistemarli in teglia su un foglio di carta da forno, tenendoli a 1 cm di distanza tra loro. Pennellate la superficie dei biscotti con uovo e latte, cuocete per 12 - 13 minuti in forno già caldo a 250 gradi. Servite freddi e, se non siete in viaggio, accompagnate i lembas con un po' di crema alle mele.


Crema alle mele 

• 500 gr di crema pasticcera soda e fredda
• 250 gr di polpa di mele cotte
• 1 cucchiaio di idromele (facoltativo)
• 1 pizzico di cannella (facoltativo)

Sbucciate le mele, tagliatele a pezzetti e mettetele a cuocere in un pentolino con poca acqua. Quando saranno diventate morbide toglietele dall'acqua di cottura e frullatele o schiacciatele con una forchetta. Incorporate alla crema pasticcera fredda la polpa di mele fredda, mescolando con delicatezza. Volendo si può aromatizzare la crema con un cucchiaio di idromele o con della cannella. Questa crema e ottima dentro le brioche tiepide appena sfornate!


Trotelle ai funghi porcini 
(per 6 persone)

• 6 trotelle da 200 gr ciascuna
• 600 gr di porcini freschi
• olio d'oliva
• 1 bicchiere di vino bianco secco
• 1 rametto di timo
• aglio, sale, pepe, prezzemolo
Spaccate le trotelle e togliete accuratamente le lische. Fatele macerare nel vino bianco per 1 ora con il sale, il pepe e il timo. Cuocete i pesci in una padella con l olio aggiungendo in ultimo il vino bianco rimasto. A parte cuocete i funghi porcini affettati, per cinque minuti in olio, aglio tritato e prezzemolo. A cottura ultimata, coprite i pesci con u funghi e irroratele con olio a crudo.

Fragole nella neve 
(per 8 persone)
• 1 kg di fragole
• 500 gr di zucchero
• 4 albumi d'uovo
• 1 pizzico di sale
• 200 gr di panna montata
• alcune fragole per decorare

Mettete le fragole in una ciotola e schiacciatele con la forchetta. Aggiungete un po alla volta lo zucchero e mescolate con cura. In un altro contenitore mettete le chiare d'uovo, il pizzico di sale e montate a neve ferma. Aggiungete agli albumi la panna, le fragole e versate tutto nelle coppe. Decorate con qualche fragola.

Le ricette sono tratte da
"A tavola con gli Hobbit"
di Cinza Gregorutti e Luisa Vassallo
Edizioni Ancora 2003
pagg. 192
euro 14

domenica 31 agosto 2014

Alcune cose che ho scoperto della Calabria

Disclaimer: il tutto è, ovviamente, visto attraverso la mia personalissima lente deformante che, come alcuni sanno, è piuttosto deformata.

Nota: “ho scoperto” è inesatto poiché esse (le cose) preesistevano alla mia venuta, quindi in effetti il titolo è sbagliato. Dato che non c'ero mai stato sarebbe forse più corretto dire “alcune constatazioni personali sulla Calabria”, ma sarebbe un po' una roba tipo “cerchiamo il pelo nell'uovo”.

Nota 2: rileggi il disclaimer.

Nota 3: questo scritto è stato buttato giù a casaccio, senza ordine di importanza o preferenza perché sono un artista fanatico dello “stream of consciousness” quindi a me va bene così. Se non sapete cos'è quella roba lì in inglese (perchè è inglese), cliccate qui.



Cosa n.1 che ho scoperto della Calabria
Come ti siedi a tavola ti si restringono i vestiti. Malgrado sia fidanzato da due anni con una donna d'origine calabrese e abbia partecipato ai consueti pranzi domenicali, pensavo di essere abbastanza allenato. Non c'entra niente. Lei, i suoi genitori e i fratelli sono tutti in forma e l'allenamento non serve a un tubo, ho quindi dedotto che è proprio l'aria calabrese che influisce sulla tenuta dell'abbigliamento.






Cosa n.2 che ho scoperto della Calabria
Il Codice della Strada non è l'insieme di norme che disciplinano la circolazione di auto e motoveicoli, ma piuttosto un insieme di consigli, quasi opinioni, espressi da qualcuno che in Calabria non ha mai guidato. Ne consegue che sorpassi e diritto di precedenza sono questioni piuttosto complesse e delicate. O facilissime, dipenda da che lato li si guarda.
Cosa n. 2bis che ho scoperto della Calabria
Sulle strade a due corsie, ne esiste una terza “fantasma” utilizzata per i sorpassi e gli scontri frontali.


Cosa n. 3 che ho scoperto della Calabria
Il mare è di una bellezza assassina, limpido, cristallino, con tonalità che vanno dal verde al blu scuro passando per tutto lo spettro dei blu-verdi eccetera. Questa bellezza è seconda solo alle meduse che lo abitano e a qualche squalo che ha sbagliato strada.


Cosa n. 4 che ho scoperto della Calabria
L'ottimo vino genuino è così genuino e denso che lo puoi tranquillamente usare per ritinteggiare le pareti di casa. Sempre che ti piaccia il viola.





Cosa n. 5 che ho scoperto della Calabria
Qualunque cosa abbia avuto una vita (animale o vegetale) può essere impanata, fritta e mangiata. E mi piace. Anche la verdura.

Cosa n. 6 che ho scoperto della Calabria
In Calabria si pubblica questo quotidiano e questa rivista che apparentemente non hanno nulla in comune. Io credo che qualcosa ci sia. I fucili puntati.







Cosa n. 7 che ho scoperto della Calabria
I calabresi non parlano tutti come Sergio Vastano o quell'altro che grida “Franco! O Franco!”. I reggini, in particolare, non hanno un accento in grado di rimescolare i neuroni, a patto che non decidano di comunicare con voi in dialetto. In questo caso, se avete richiesto un'indicazione stradale (ma c'è ancora qualcuno che gira senza navigatore?), siete abbastanza fottuti.


Cosa n. 8 che ho scoperto della Calabria
I Bronzi di Riace sono bellissimi e me li andrò a rivedere a Milano in occasione dell'Expo. Tuttavia sono la meravigliosa rappresentazione plastica della vecchia barzelletta “Turi! Turi! E tu tieni tutta 'sta dinamite ma una miccia così corta?






Cosa n. 9 che ho scoperto della Calabria
La destra e la sinistra non esistono. Senza alcuna allusione politica. Alla guida, l'indicazione più precisa sulla direzione da prendere, massimo-massimo, sarà “scendi per sotto” o “sali per sopra”.
Cosa n. 9bis che ho scoperto della Calabria
Alla stessa maniera, non so se per una scelta macho-linguistica, le scatole (quelle di cartone) non esistono. Si parla solo di “scatolo” che non viene mai “passato”, ma “sceso” o “salito” a seconda della direzione nella quale si muove.



Cosa n. 10 che ho scoperto della Calabria
Tolta la spazzatura e un certo numero di edifici orripilanti, Reggio Calabria potrebbe essere bella come San Francisco. Se poi facessero il Ponte sullo Stretto, sarebbe ugualissima, solo che a Reggio si mangia un gelato migliore e a San Francisco si sognano la granita al caffè con panna e brioche. Vedi oltre.

Cosa n. 11 che ho scoperto della Calabria
La granita al caffè con la panna è una roba che non mi aspettavo. Cioè. Sono vent'anni che mi rompono i coglioni con 'sta granita al caffè con panna e brioche ma non pensavo che fosse davvero così buona. Di bestia.

Cosa n. 12 che ho scoperto della Calabria
Ok, non è solo qui. Ma la brioche è questa. L'altra, il mio croissant, si chiama “cornetto”, come quello Algida o i fagiolini.

Cosa n. 13 che ho scoperto della Calabria
Le donne calabresi che ho incontrato, sono sembrate eccezionalmente rilassate. Sempre. A me ne deve essere capitata una “difettusa”, come dicono in Calabria. Non escludo, tuttavia, che il fatto di nascere a Milano negli anni '70 abbia influito sul suo umore di fondo.

Cosa n. 14 che ho scoperto della Calabria
C'è gente reale, nel senso che l'ho incontrata di persona e ci ho pure pranzato insieme, che non ha il cappotto. Questo non per motivi di disagio sociale, ma semplicemente perché non ne ha bisogno e va a fare il bagno in mare fino a ottobre. E io questa gente l'ho odiata. Brevemente, almeno fino al secondo giro di Amaro del Capo.

Cosa n. 15 che ho scoperto della Calabria
Se esci in compagnia e hai intenzione di fare il brillante pagando tu la serata, preparati a duelli all'ultimo sangue tipo Cavalleria Rusticana, Ordalia o robe che contengono spade, cavalieri e armature. Se sei ospite, sei ospite.

Cosa n. 16 che ho scoperto della Calabria
Il pisolino pomeridiano è sacrosanto ed è praticato a livello agonistico, un po' come la siesta in Messico, ma senza sombreri. In estate, nei centri abitati, prima delle cinque del pomeriggio trovi aperte solo le banche. E mentre stai morendo disidratato capisci il perché.

Cosa n. 17 che ho scoperto della Calabria
In Calabria si effettua la raccolta differenziata della spazzatura. Nel senso che alcuni rifiuti vengono regolarmente ritirati. Altri, probabilmente quelli “differenti”, tendono a smaterializzarsi autonomamente nelle zone circostanti i cassonetti. Di norma, per autocombustione.

Cosa n. 18 che ho scoperto della Calabria
Le distanze esistono ancora, nel senso che se tra il paese X e il paese Y ci sono 25 chilometri, si attraversano 25 chilometri di natura selvaggia dove, schivando gli incendi, il viaggiatore incontrerà fauna selvatica di vario genere tipo volpi, gatti e ratti. Anche se appiattita a livello suolo quindi con scarsissime possibilità d'interazione. In altre zone d'Italia come la Lombardia, invece, è tutto un susseguirsi di paesi senza soluzione di continuità. Se devi andare in via Roma, potresti comunque arrivarci, però nel paese sbagliato (comprare un cazzo di navigatore o scaricare un'app, cribbio!).


Cosa n. 19 che ho scoperto della Calabria
Nei centri urbani, l'uso del casco per i motociclisti non è affatto disatteso. L'usanza di non indossarlo, persiste tuttavia nei piccoli centri abitati dove, solo i più prudenti, lo portano appeso al braccio, come una borsetta. Forse perchè sono troppo belli. 





Cosa n. 20 che ho scoperto della Calabria
Si tratta di una terra che non mi azzarderei mai a definire “magica”, “incantata” o un qualsiasi aggettivo sufficientemente ruffiano e idiota da leccare in modo lubrico le sinapsi di un potenziale turista (puntando alla sua carta di credito). È comunque un luogo splendido, pieno di problemi che una percentuale importante di calabresi affronta quotidianamente. Non bisogna dimenticarlo, quando ci si viene, e non bisogna giudicare troppo. Almeno se non si sono fatti un po' di chilometri con le scarpe di questa gente dal cuore grande.

Cosa n. 20bis che ho scoperto della Calabria
Da Varese, la Calabria è fottutamente lontana. Specialmente al ritorno che è tutta salita.  

mercoledì 22 agosto 2012

Delirio da caldazzo: il freddo in macchina

Siccome che c'ho il mal di gola definitivo dovuto all'aria condizionata a manetta in auto, mi sono interessato di 'sta cosa del freddo in macchina e ho scoperto cose interessantissime sui lamantini che uno dice "cazzo c'entrano i lamantini" e ha pure ragione, se vogliamo.
Secondo alcune tavolette di argilla ritrovate 15 anni fa nel retro del ristorante cinese La Grande Muraglia di Vergate sul Membro (ridente? località tra San Colombano al Lambro e Minchiate sul Mincio), i primi allevatori di aria fresca sono stati i Vichinghi che la esportavano in tutta Europa e tentavano di scambiarla con derrate alimentari, pelli di animali e protesi di vario genere. Il problema che i Vichinghi non riuscivano a risolvere era che l’aria fresca non sopportava bene il viaggio e, una volta inscatolata, finiva per morire lasciando i clienti molto insoddisfatti. I Vichinghi, mite popolo di commercianti che ben conoscevano le pubbliche relazioni ma non erano affatto adusi all’idea di customer care, basavano le loro trattative sul concetto di “visto e piaciuto” che molti secoli più tardi sarebbe diventato estremamente popolare grazie a ebay.  In questo senso, quando i clienti reclamavano per le casse di aria fresca morta, esigendo di essere risarciti, i Vichinghi li uccidevano seduta stante e ne violentavano le mogli per poi incendiarne le case. Da qui si capisce facilmente che l’aria fresca è una risorsa estremamente delicata che andrebbe tutelata come si deve, un po’ come i lamantini. Cos’è un lamantino? In linea di massima è un siluro di carne che bruca le alghe.
Tra le idee più interessanti per riuscire a tenere viva l’aria fresca senza incorrere nelle ire dei Vichinghi, va segnalato l’ingegnoso sistema di aria condizionata montato sulle Studebacker che sfruttava un mammozzone attaccato al finestrino che convogliava l’aria (spesso calda) e la rinfrescava sfruttando la presenza di acqua all’interno del mammozzone stesso. Ignoro come, a sua volta, l'acqua fosse refrigerata. I risultati non garantivano il mal di gola da competizione che ho io, ma per lo meno permettevano di attraversare la Valle della Morte senza diventare parte del paesaggio. Certo, se uno si fermava a fare delle fotografie e gli entrava in macchina uno scorpione il rischio c'era lo stesso, ma l’aria fresca non c’entrava una mazza. Quanto alla Studebacker, si trattava di una macchinetta bruttarella, che poteva andare bene nei fumetti di Dick Tracy ma che dal vivo non è mai stata bellissima. Come casa automobilistica, la Studebaker ha chiuso battenti e produzione nel’96 dopo una storia centenaria che la vide cominciare l’attività realizzando carri per agricoltori, per minatori e veicoli militari, un approccio che spiega molto quando parliamo di linea e appeal di quei veicoli. Però è stata tra le prime a pensare all’aria fresca in macchina. Quindi ecco le radici del mio mal di gola. Ma guarda un po’.

martedì 27 marzo 2012

La mia Jenna è per sempre.

L’ho letto da qualche parte e l’ho detto io stesso diverse volte: biker non si diventa. Lo si è e basta. Non è una scelta razionale, è una cosa che hai dentro e che non è nemmeno legata al possesso reale di una motocicletta, alla maniera in cui la guidi o a quanto spingi quando ci stai seduto sopra. Conosco biker (o più in generale rider) che a piedi lo sono molto più di tanti “poser” che, perché indossano una t-shirt o fanno la faccia brutta per due giorni alla settimana, pensano di essere quello che non saranno mai. Insomma non ci si improvvisa, biker si nasce. E potrai anche spendere migliaia di euro in accessori e abbigliamento, riempirti di teschi sulla pelle, ma certe cose non le compri perché – semplicemente – non te le vende nessuno. Certo, tutto parte dalle moto e dallo sguardo di un ragazzino che spera di crescere in fretta per comprarsi le sue prime due ruote - o le prime ali, dipende da come la si vede. La moto rimane il centro di un mondo che ha tanta apparenza quanta sostanza, se la vai a cercare. Uno spot televisivo HD diceva che “vestiamo di nero perché il nero non mostra sporcizia o debolezza”. Beh, è vero… se scavi appena appena scopri dei cuori grandi e persino qualche cervello (quello non sempre). Ci piace andare a un motoraduno, vagare senza meta o con un obiettivo prefissato, ma senza l’assillo dell’orologio. Ci basta stare con la nostra moto, sentirne il cuore, incontrare persone con le quali condividere. Storie, risate, magari anche solo una birra, tutto ascoltando il ticchettio del motore che si raffredda in una notte di primavera... Non ho bisogno di hotel a cinque stelle e nemmeno di ristoranti da forchettine Michelin. Mai avuto. Voglio solo aria in faccia e asfalto sotto le ruote. Non mi interessa quello che la gente pensa quando sono in sella alla mia moto che è vecchia e ha un sacco di chilometri. Io so chi sono. So cosa voglio. Non so dove vado... ma l'importante è andare.
– ringrazio Fabio per l’ispirazione. Questo post nasce dall’ipotesi di privarmi della mia moto e dal primo ricordo che ho di un’Harley Davidson. 1974, Electra Glide della Politoys. Un giocattolo. Oggi, dopo quasi 40 anni da quella folgorazione, guido proprio quel modello...

mercoledì 14 marzo 2012

tecnologia portami via. Ma anche no.

Ragionacchiavo a casaccio (una cosa che mi viene benissimo, per altro, ma ho la skill da pendolare che mi garantisce un +3 al Neurodelirio da Trasporto) e mi sono accorto che, di base, ormai della tecnologia non mi frega poi molto. Questa cosa, avendo scelto di lavorarci a contatto più o meno diretto, può anche essere un paradosso, ma la vedo come una superba opportunità di scegliere come impiegare il mio residuale tempo libero che, in realtà, è veramente pochino. Caso mai servisse una definizione sintetica di “residuale” la trovate lì. Scegliere. Questa è la parola che ha realmente importanza. L’azione prevista da un verbo all’infinito che sempre più spesso ci è consapevolmente o inconsapevolmente preclusa grazie ai geni del marketing. Esempio: Microsoft ti obbliga a usare le sue cose, quindi Guglielmo Cancelli è Sauron, ma Stefano Lavori, con la sua serie di prodottini seducenti che ti accarezzano le sinapsi, era indiscutibilmente Satanasso. Tralasciando le mie impossibilità di scegliere se pagare o non pagare quella (i-n-s-e-r-i-r-e-i-n-s-u-l-to-a-p-i-a-c-e-r-e) di Equitalia che mi porterà a passare per l’ennesimo anno le mie ferie estive a casa, continuando il pendolarismo tra Varese e Pino Tronzano sul Lago Maggiore che comunque è un bel po’ meglio di Milano, mi sono accorto che scelgo sempre più consapevolmente di NON usare la tecnologia. Ok, non mi sono messo a macinare il caffè o a pestarlo con il martello, non ho piantato la verdura in giardino (quello l’ha già fatto il padrone di casa) e continuo a guidare una moto a carburatore vecchia di 13 anni che amo alla follia sulla quale non ho installato radio, navigatore o impianto denteblu per parlare al telefono mentre guido. Cioè, se sono in moto non mi si rompano i coglioni, grazie. Ho provato a leggere qualche libro su iPad e dopo aver traslocato mi sono maledetto per non aver sempre letto libri su iPad perché i fottuti libri pesano fottute tonnellate, ma quelli su iPad non profumano di stampa e non possono essere archiviati in libreria, una cosa che se sei seduto in poltrona ti consente di lasciare vagare l’occhio sulle coste e ricordare. Questo per dire cosa? Boh, forse, come al solito non lo so, ma può anche essere che l’uso spinto della tecnologia ci butta verso una fruizione sempre più facile ma sempre più superficiale di qualunque contenuto, visivo o sonoro che sia. I vecchi vinili avevano copertine che a volte erano opere d’arte, spesso si aprivano a libro rivelando altri contenuti, la “foderina” del disco conteneva altre foto e i testi delle canzoni. I CD offrono esperienze più compatte ma similari, magari qualche contenuto multimedia (il primo in cui mi sono imbattuto fu lo splendido Lions dei Black Crowes… e non ringrazierò mai abbastanza Pitone per avermeli fatti scoprire nel 2001), eppure era già l’avvisaglia di quello che sarebbe successo dopo: sintesi, tipo collant coprente 5 denari, tutto sempre più piccolo e semi illeggibile tanto che se vuoi bene alle tue diottrie, magari eviti di andare a cercare il nome dell’ingegnere del suono nella minuscola colonnina dei credit.
Questo a sua volta non significa che non rimango aggiornato e che non continuo a rimanerlo (anche se ho dei dubbi sulla “luce pulsata”), semplicemente, a differenza di qualche anno fa, nel mio tempo libero faccio altro. Tuttavia mi viene un dubbio: che questo post sia stato generato dai 200km suonati fatti domenica scorsa in compagnia di amici in mezzo alla natura e conclusisi perdendomi in un abbraccio che è stato come tornare a casa?

lunedì 26 settembre 2011

Goodbye SB

È sempre sbagliato dare per scontate le persone, ma a volte capita. Per paradosso è più facile farlo con chi ci è vicino, con chi consideriamo parte della nostra vita di tutti i giorni. Lo prendiamo e lo trasformiamo in un punto fermo, immutabile. Che invece cambia, si evolve o invecchia e, presto o tardi, smette di esistere in un modo o nell’altro. Non è che meno rogna, è il ciclo della Vita, triste ma reale. E fumetti pubblicati da Sergio Bonelli fanno parte della vita di molti, specialmente di chi è stato adolescente negli anni ’80 e si è “sviluppato” nei primi anni ’90, quando internet non era ancora fenomeno di massa e i cellulari erano privilegio di pochi. I fumetti di Bonelli sopravviveranno sicuramente alla sua morte così come Diabolik è sopravvissuto alla morte delle sue “mamme”, le sorelle Giussani; eppure io non riesco proprio a scrollarmi di dosso questa sensazione di perdita. E allora, esattamente non so perché (forse per cercare di rendere onore all’opera di Bonelli, forse per celebrarne il personaggio), ho deciso di condividere un ricordo personale, piccolo piccolo, a lui legato.

1992. Scrivo e pubblico da un paio d’anni, principalmente su Lombardia Oggi, il supplemento de La Prealpina, mentre tanto di laurearmi in Scienze Politiche. Tutto è partito da un malinteso. Il mio capo redattore mi ha chiesto se conosco Corrado Roi e io ho risposto di si. Leggo Dylan Dog da tempo e Roi è il mio disegnatore preferito, per questo lo conosco. Nel senso che so chi è e cosa fa. Che sia di Laveno non importa. Peccato che con “conosci Corrado Roi?” lui intendeva “conoscenza diretta e personale”, entratura da sfruttare per realizzare in tempi rapidi un’intervista da inserire in un servizio più ampio dedicato a DD. Fantastico, io e due pagine intere da riempire con articoli dedicati al successo rampante dei fumetti e del cinema horror, la possibilità di partecipare al Dylan Dog Horror Fest e incontrare personaggi del calibro di Robert Englund (Freddie anyone?). Taglio la parte dell’intervista e arriviamo all’uscita del servizio: due pagine fitte fitte che, rilette oggi, risultano bruttine anzichenò ma che all’epoca piacquero così tanto a Sergio Bonelli da portarlo a telefonarmi a casa. Peccato che io non c’ero. La segretaria di Bonelli insistette per lasciare il numero a mia madre, dicendo di richiamare e al mio rientro trovai un biglietto che diceva che un certo “Bonetti, Bonzelli o qualcosa di simile” mi aveva cercato.
Bestia che roba! Bonelli mi vuole parlare! Figata! Daidaidai! Oddio… e se ho scritto qualcosa di sbagliato? E se mi vuole fare causa? E se mia nonna avesse le ruote?
Beh, chiamo. Battito cardiaco accelerato. “Pronto? Posso parlare con il dottor Bonelli? – Chi lo desidera?” Non ricordo esattamente cosa disse e come si svolse la chiacchierata durata un paio di minuti, ma mi invitò alla cena di gala che seguiva la conferenza stampa di presentazione del Dylan Dog Horror Fest, dicendomi di farmi riconoscere una volta giunto al Principe di Savoia a Milano, cosa che feci guadagnandomi un sorriso frettoloso mentre Bonelli era impegnato a fare PR con persone molto più importanti di me.

In quanti oggi chiamerebbero a casa o sul cellulare per complimentarsi di un buon articolo?
Grazie per quanto ha fatto, dott. Bonelli. Per i personaggi e le storie che ci ha regalato.   

sabato 3 settembre 2011

Have mercy!


Avere il blues è una roba strana.  Dicono che per averlo bisogna essere afroamericani (insomma, scuri) e che è una cosa che ti prende quando meno te lo aspetti.  A parte il fatto che sul serio non sai quando arriva o da dove, la questione del colore è vera fino a un certo punto perché c’è un sacco di gente pallida che l’ha capito e che lo suonava, o lo suona, se è tutt’ora vivente,  come si deve. Gente come Eric Clapton (inglese), John Mayall (idem), Gary Moore (irlandese - R.I.P.), Rory Gallagher (irlandese – R.I.P.), Sean Costello (americano – R.I.P.), Tolo Marton (italiano), Guido Toffoletti (idem – R.I.P.).  L’idea (sbagliatissima, secondo me) è che il blues sia noioso, triste e cupo. Il blues celebra la vita in ogni suo aspetto, nel bello e nel brutto, ma senza fare finta che quest’ultimo non esista.  Però ti offre una speranza, sempre. Anche quando sei  nella merda più puzzolente, c’è qualcosa che ti tirerà su e dovrai essere lì pronto a godere del momento. Una donna, un sapore, uno sguardo. Qualcosa. In Red House Jimi dice, non senza un apunta d’ironia: “If my baby she don’t loves me no more, I’m sure her sister will”. Easy. Il blues ha a che fare con quello che siamo e chi lo ascolta deve avere il coraggio di lasciarsi andare, così come chi lo interpreta, completamente. Per scoprirsi o per ritrovarsi.   

mercoledì 2 marzo 2011

Neurodeliri

Questo riepilogo non è disponibile. Fai clic qui per visualizzare il post.

domenica 27 febbraio 2011

Alive & kickin'

Sono circa tre anni che non aggiorno il blog, più o meno da quando Féisbuck ha cominciato ad assorbire il mio tempo cancellando le idee. A breve, proprio in relazione a questa cosa, posterò un pezzo dedicato a FB, ma per celebrare il "rientro ufficiale" sul blog, chiudo il cerchio ripubblicando un vecchio post che ho riciclato su FB. Non fa una piega, no? E poi stasera si suona, quindi...

Come si Canta il Blues (guida pratica, testo unico)

di Lame Mango Washington (attribuito a Memphis Earlene Gray con la collaborazione di Uncle Plunky, revisioni a cura di Cpt. Costina, Little Blind Patti D. & Dr. Stevie Franklin, trad. e adattamento di Capitan Costina)

1. la maggior parte dei Blues cominciano con "Woke up this morning." (mi sono svegliato stamattina)

2. "I got a good woman" (ho una brava donna) è una maniera sbagliata per cominciare un Blues, a meno che non si pareggi la situazione immediatamente attaccando qualcosa di brutto nel verso successivo tipo "I got a good woman, with the meanest face in town." (ho una brava donna con la peggior faccia che si possa trovare in città).

3. Il Blues è semplice. Se sei riuscito a beccare il primo verso e a renderlo efficace, ripetilo. Poi cerca qualcosa che faccia rima, qualcosa del tipo: "Got a good woman - with the meanest face in town. Got teeth like Margaret Thatcher - and she weights 500 pound." (ho una brava donna con la peggior faccia che si possa trovare in città. ha i denti come quelli di Margaret Thatcher e pesa 500 pound - ok, in italiano non fa rima, ma il blues in italiano non esiste. e nessuno si azzardi a dire che zucchero fa blues).

4. il Blues non ha a che fare con la possibilità di scegliere. sei dentro a un cavolo di fosso, un maledetto buco oscuro, piantato nel terreno, ochei? Se hai le palle, datti da fare ed esci dal buco che nessuno ti aiuta.

5. Automobili Blues: Chevy, Cadillac e furgoni americani da rottamare a vista. Il Blues non viaggia a bordo di Volvo, BMW o SUV. i veicoli più blues di tutti sono i bus Greyhound o i treni dei pendolari. nemmeno gli aerei sono blues, a meno che non cadano con il bluesman a bordo e lui non sopravviva. camminare un sacco, invece, fa poderosamente parte del "blues lifestyle". come ubriacarsi fino alla morte. Moto: Indian o Harley.

6. i Teenager NON possono cantare il Blues. semplicemente perchè non hanno ancora cominciato a ubriacarsi fino alla morte. gli adulti cantano il Blues. nel Blues, "essere adulti" significa essere abbastanza grandi per essere condannati alla sedia elettrica se spari a qualcuno giù a Memphis.

7. il Blues può essere ambientato a New York City ma non alle Hawaii o in qualsiasi zona del Canada. problemi esistenziali a Minneapolis-St. Paul o Tucson rappresentano una semplice depressione. Chicago, St. Louis e Kansas City sono i posti migliori per farsi venire il Blues. infatti, non puoi avere il Blues in un posto dove non piove. quindi Varese va benissimo.

8. un uomo con la classica pelata da ragioniere non è blues. una donna con lo stesso problema si. purtroppo per lei. così come romperti una gamba sciando non è blues mentre farlo perchè un alligatore ha cercato di staccartela lo è. un sacco. (rimane da capire cosa cazzo volevi dall'alligatore).

9. non puoi sentirti Blues in un ufficio o in un centro commerciale. è un problema di luce. troppa. il bagno dell'ufficio può essere blues, specialmente a fine giornata, così come il posteggio del centro commerciale dopo l'orario di chiusura.

10. ottimi posti per trovare il Blues:
a. autostrada
b. prigione
c. letto vuoto
d. alla fine di un bicchiere di whisky

11. posti sbagliati dove non lo troverai mai:
a. ashram in india
b. inaugurazioni di mostre d'arte contemporanea
c. feste universitarie
d. campi da golf, non ci sono i posacenere

12. nessuno crederà mai che hai addosso il Blues se porti un bel completo con tanto di cravatta. a meno che tu non abbia più di 60 anni, sia negro e soprattutto sembri chiaro che, nel tuo bel completo, è una settimana che ci dormi dentro

13. hai il diritto di cantare il blues?
Si, se:
a. ti ricordi l'avvento dell'elettricità
b. sei cieco
c. hai sparato a qualcuno giù a Memphis
d. non riesci a trovare la pace ("can't be satisfied - oh yeah")

No, se:
a. hai ancora tutti i denti
b. eri cieco ma grazie a un'operazione sofisticatissima ora ci vedi
c. l'uomo di Memphis è sopravvissuto
d. hai una pensione integrativa

14. cantare il Blues non ha a che vedere con il colore della pelle. è una questione di semplice sfiga.
Tiger Woods non può cantare il blues.
Gary Coleman (Arnold) potrebbe.
Johnny Winter (alcolizzato, tossico e albino) può.

15. Se chiedi un bicchiere d'acqua e la tua "ol' lady" ti serve una pinta di benzina, quello è Blues.
Altre bevande Blues accettabili sono:
a. vino
b. whiskey o bourbon
c. acqua fangosa (muddy water)
d. caffè nero

le seguenti NON SONO bevande Blues:
a. long drink e cocktail con frutta e ombrellini
b. vino kosher
c. snapple, gatorade, red bull, burn e gli energy drink in generale
d. acqua gassata a meno che non sia usata per smacchiare il sangue di quello cui hai sparato giù a Memphis

16. quelle in motel pulciosi o baracche di lamiera sono morti Blues.
accoltellato alla schiena da un'amante gelosa è un'altra maniera blues di morire.
condannato alla sedia elettrica per aver sparato a uno giù a Memphis, abuso di sostanze tossiche o abbandonato in un vicolo dentro una scatola di cartone sono morti molto blues.

NON si muore Blues per un infarto durante una partita di tennis o per complicazioni successive a un'operazione di liposuzione.

17. nomi Blues per donne:
a. Sadie
b. Big Mama
c. Bessie
d. Fat River Dumpling

18. nomi Blues per uomini:
a. Joe
b. Willie
c. Little Willie
d. Big Willie

19. persone con nomi tipo Sierra, Sequoia, Auburn, Rainbow, Gianmarco o Selvaggia non possono cantare il Blues, non importa a quanti uomini abbiano sparato giù a Memphis.

19. Componi il tuo nome Blues (starter kit):

a. definizione di una menomazione fisica (Blind, Cripple, Lame, etc.)
b. primo nome (vedi sopra) più il nome di un frutto (Lemon, Lime, Kiwi,etc.)
c. cognome di un presidente americano (Jefferson, Johnson, Fillmore, etc.)

Esempio: Blind Lime Jefferson, o Cripple Kiwi Fillmore, etc. (Ok, forse non "Kiwi"...)

20. Non è importante quanto tragica sia stata la tua vita: possiedi un computer e lo sai usare (apparentemente), quindi non puoi cantare il blues.
meglio se lo distruggi.
Adesso.
Puoi usare: il fuoco, versarci sopra una bottiglia di Wild Turkey o sparargli addosso.

non è importante.

Se ti stai domandando perchè io posso cantare blues, visto che ho postato questo pezzo con un computer su una rete basata su computer e tu proprio non puoi, sappi che ho prima di usare il computer ho imparato a cantare blues. Prima, oh yeah.

Basta là.

mercoledì 4 giugno 2008

Goodbye Bo...

Sipario chiuso su un altro grande della musica e con la tristezza che sempre mi prende quando leggo queste notizie, lascio alle agenzie il commento.

Sono sempre più simile al ragazzino de Il Sesto Senso: lui vedeva "la gente morta", io ormai ascolto solo "gente morta", d'altra parte cosa dovrei comperare? I dischi dei Good Charlotte? Fortuna che i grandi hanno lasciato un'eredità di musica straordinaria da sentire e godere... E meno male che ci sono ancora in giro tizi come Joe Bonamassa, và...

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(ASCA) - Roma, 3 giu - Si e' spento ieri per un arresto cardiaco all'eta' di 79 anni, nella sua casa di Archer, in Florida, Bo Diddley, uno dei padri fondatori del rock'n'roll.

Nato a Mc Comb, sul Mississippi, il 30 dicembre 1928, esordi' nel 1955 con il singolo 'Bo Diddley/ I'm a Man' e il sound particolare delle sue canzoni fu subito ribattezzato il ''Diddley Beat''.

Diddley ha influenzato generazioni di musicisti: da Buddy Holly ai Rolling Stones, dai The Who a Bruce Springsteen, dagli U2 a George Michael, senza dimenticare lo stesso Elvis Presley.

Soprannominato ''The Originator of Rock 'N' Roll'', Bo Diddley ha scritto hit come 'Pretty Thing', 'Mona', 'Who Do You Love?', 'You Can't Judge a Book by Its Cover', 'I'm a Man' e ''Not Fade Away'', ripresa, tra gli altri, anche dai Rolling Stones che trasformarono la canzone in un successo planetario.

For those who may concern...

Sono vivo, neh?
Oddio, più o meno...
Ma torno appena possibile, cioè quando sono riuscito a rimettere insieme i cocci di uno schianto (metaforico, ma anche metadentrico...) che non pensavo fosse tanto grave...
Denari, vita, lavoro...
Che razza di casino...
Ma d'altra parte "I've been down to the crossroads, fell down on my knees..."

domenica 18 maggio 2008

Tacchino buono buono.

Acquistare un tacchino di circa 5 chili per 6 persone e una bottiglia di whisky; sale, pepe, olio d'oliva e lardo.
Lardellare il tacchino, cucirlo, aggiungere sale e pepe e un filo d'olio.
Scaldare il forno a 250 gradi per 10 minuti.
Nell'attesa bersi un bicchiere di whisky.
Mettere in forno il tacchino su di un piatto di cottura.
Versarsi altri due bei bicchieri di whisky.
Bettere il dermosdado a 300 gradi ber 20 minuti.
Versciarsci dre bicchieri di whisky.
Dopo una messci'ora, aprire il forno della porta e sciorvegliare la bollitura del tacchetto. Gaso mai bolesse sgabbare.
Brendere la vottiglia di vishschi e infilarscene una bella golata nel gargarozzo.
Dopo un'altra bezz'ola, trascinarsci verscio il forno, spalancare quella merda di porta e ributtare - no, rimirare - no - insomma, mettere la gallina nell'altro verscio.
Uscitionarsci la mano con la merda di porta e chiuderla... porca puttana!
Cercare di scedersci su una scedia e verscarsci un uissski dibikkiere - o il contrario, non scio' piu'. Nuocere - no, suocere - no cuocere no, ah si', cuocere l'animale be ore.
Eh hop!, un bicchierino! Sciempre gradito. Levare il forno dal dacchino.
Rimboccarsi un po' di wisdky.
Cercare di nuovo di estrarre il pomo, perche' la prima volta no ci sciamo riusciti.
Raccogliere il facchino caduto sul pavimento.
Pulirlo con uno schifo di straccio e sbatterlo su un gatto, un matto, un piatto. Ma chissenefrega.
Spaccarsi la faccia a causa del grasso rimasto sul soffitto, sul pavimento della cugina e cercare di rialsarsi. Decidere che si sta meglio tutti giù per terra, ridere di pancia e finire la bottiglia di rhisky.
Arrambicarsi sul letto e dorbire dudda lanote.
Mangiare il tacchino freddo con la maionese l'indomani mattina, mettersi la pomata per le ustioni e per il resto della giornata ripulire il bordello fatto in cucina.

giovedì 1 maggio 2008

Uuuh, che post luuuungo!

Però è carino, sono le 300 cose che, secondo alcuni, si dovrebbero fare nella vita.

Con il "+" ci sono quelle che ho già fatto: più o meno 195 su 300, ma ce ne sono alcune tipo: "Ho guidato una Ferrari" o "Ho partecipato a un rave", che non mi interessano per niente.

Diciamo che sono mediamente soddisfatto di quello che ho combinato finora, ecco... forse mi manca una donna con cui condividere altre cose che non ho fatto tipo "Sono stato ai Caraibi" o "Sono sceso in canoa sullo Snake River" ('zzo... 1040 miglia tra Wyoming, Idaho, Oregon e Washington!)... Va beh, intanto eccomi qua con il mio amico Davo (foto Ace).

001. Ho offerto da bere a tutti in un bar... +
002. Ho nuotato insieme ai delfini...
003. Ho scalato una montagna...
004. Ho guidato una Ferrari...
005. Sono stato all'interno della Grande Piramide...
006. Ho tenuto in mano una tarantola ...
007. Ho fatto il bagno nudo nel mare… +
008. Ho detto TI AMO credendoci... +
009. Ho abbracciato un albero... +
010. Ho fatto uno strip tease... +
011. Ho fatto bungee jumping...
012. Sono stato a Parigi... +
013. Ho visto una tempesta marina... +
014. Ho passato la notte sveglio fino a vedere l'alba... +
015. Ho visto l'aurora boreale...
016. Ho cambiato pannolini a un bambino...
017. Sono salito a piedi sulla cima della Torre di Pisa... +
018. Ho coltivato e mangiato verdure del mio orto...
019. Ho toccato un iceberg...
020. Ho dormito sotto le stelle... +
021. Sono stato su una mongolfiera...
022. Ho visto una pioggia di meteoriti...
023. Mi sono ubriacato... +
024. Ho fumato erba... +
025. Ho guardato le stelle con un telescopio... +
026. Mi è venuta la ridarella in un momento inopportuno... +
027. Ho fatto una promessa senza mantenerla... +
028. Ho scommesso e vinto ai cavalli... +
029. Mi sono finto malato pur non essendolo... +
030. Ho invitato uno/a sconosciuto/a a casa mia... +
031. Ho fatto battaglie con palle di neve... +
032. Mi sono fotocopiato il culo in ufficio... +
033. Ho gridato con tutta la mia forza solo per il gusto di farlo... +
034. Ho tenuto in braccio un agnellino...
035. Ho dormito su una panchina... +
036. Ho fatto un bagno romantico a lume di candela... +
037. Ho fatto una doccia con acqua gelata... +
038. Mi sono messo a parlare con un mendicante... +
039. Ho visto un'eclisse totale... +
040. Ho preso il sole nudo... +
041. Sono stato su un roller coaster... +
042. Ho compiuto una home run...
043. Ho ballato come un matto fregandomene degli altri... +
044. Ho parlato con accento straniero per un giorno intero...
045. Ho visitato il luogo d'origine dei miei antenati... +
046. Almeno una volta mi sono sentito felice della mia vita... +
047. Ho visitato tutti gli Stati dell'America...
048. Amo il mio lavoro in ogni suo aspetto...
049. Ho confortato qualcuno che era stato smerdato di brutto.. +
050. Ho vinto a qualche lotteria.. +
051. Ho ballato con estranei in paesi stranieri... +
052. Ho visto le balene... +
053. Ho regalato dei fiori... +
054. Ho rubato o danneggiato cartelli stradali... +
055. Sono stato rispedito in Europa all'arrivo in USA...
056. Ho fatto un viaggio on the road... +
057. Ho fatto alpinismo...
058. Ho mentito alla dogana... +
059. Ho fatto una passeggiata notturna sulla spiaggia... +
060. Ho fatto parapendio...
061. Sono stato in Irlanda... +
062. Ho avuto il cuore spezzato più a lungo di quanto sia stata innamorato... +
063. Al ristorante mi sono seduto a mangiare con estranei... +
064. Sono stato in Giappone... +
065. Ho munto una mucca...
066. Sistemo i CD in ordine alfabetico...
067. Ho sognato di essere un supereroe da fumetto... +
068. Ho cantato in un karaoke bar... +
069. Sono stato a letto un giorno intero... +
070. Ho fatto immersioni subacquee...
071. Ho sognato di essere invisibile... +
072. Mi sono addormentata al cinema... +
073. Ho baciato sotto la pioggia... +
074. Ho giocato nel fango...
075. Ho giocato sotto la pioggia... +
076. Sono stato in un drive-in...
077. Ho fatto qualcosa di cui pentirmi senza però pentirmi d'averlo fatto... +
078. Ho visto la Muraglia Cinese...
079. Ho scoperto che qualcuno ha scoperto il mio blog... +
080. Ho rotto una finestra o un vetro... +
081. Ho iniziato un business...
082. Mi sono sempre innamorato e ricambiato...
083. Ho visitato siti antichi... +
084. Ho fatto un corso di arti marziali ... +
085. Ho ascoltato la stessa canzone per più di 20 volte... +
086. Sono stato sposato...
087. Sono stato in un film...
088. Ho rovinato una festa...
089. Ho pianto vedendo un film... +
090. Ho amato qualcuno che non meritava… +
091. Sono stato baciato appassionatamente da provare le vertigini... +
092. Ho divorziato...
093. Sono arrossito parlando con una ragazza… +
094. Sono caduto in pubblico... +
095. Sono stato battuto da una donna... +
096. Ho cucinato biscotti... +
097. Ho vinto un concorso di bellezza...
098. Sono stato in gondola a Venezia...
099. Mi è venuta la pelle d'oca sentendo la lingua di un'altra persona... +
100. Ho almeno un tattoo...
101. Ho almeno un piercing...
102. Sono sceso in canoa sullo Snake River...
103. Sono stato in uno studio tv come pubblico... +
104. Ho ricevuto cioccolatini... +
105. Ho così tanto mangiato fino a dover vomitare… +
106. Ho ballato fino all'alba... +
107. Sono stato con più di 10 ragazze... (non contemporaneamente, purtroppo…)+
108. Ho suonato in pubblico... +
109. Sono andata a giocare a Las Vegas... +
110. Ho mangiato pescecane...
111. Ho inciso musica... +
112. Sono stato in Thailandia...
113. Ho comprato una casa...
114. Sono stato in zona di guerra...
115. Sono stato in crociera...
116. Ho picchiato mio fratello...
117. Parlo più di una lingua... +
118. Mi sono fatto bendare... +
119. Sono stato coinvolto in una rissa... +
120. Ho emesso assegni a vuoto...
121. Ho assistito a Rocky Horror Picture Show... +
122. Ho cresciuto bambini...
123. Di recente ho comprato e ho giocato con qualcosa d'infantile... +
124. Ho seguito l'intero tour di un gruppo...
125. Sono stata una groupie...
126. Ho partecipato a uno Spring Break...
127. Ho girato in bici in un paese straniero... +
128. Ho scoperto qualcosa d'importante sui miei antenati... +
129. Ho scritto al presidente della Repubblica...
130. Ho traslocato e iniziato vita in un'altra città...
131. Sono stato sul Golden Gate Bridge.... +
130. Scippato una vecchietta...
133. Avrei voluto essere in un telefilm... +
134. Ho cantato in macchina per almeno 20 Km... +
135. Ho superato di molto il limite di velocità con la macchina... +
136. Ho subito un intervento di chirurgia plastica...
137. Sono sopravvissuto a un incidente stradale...
138. Ho scritto articoli per giornali... +
139. Ho fatto diete... +
140. Ho pilotato aerei...
141. Ho accarezzato animali di cui ho paura... +
142. Ho avuto rapporti omosessuali...
143. Ho fatto innamorare ma senza poter ricambiare... +
144. Ho fatto nascere un animale...
145. Sono stato licenziato... +
146. Ho vinto soldi a un tv show...
147. Mi sono rotto qualche osso....
148. Ho ucciso animali... [poveri pesci…] +
149. Ho ucciso esseri umani ...
150. Ho partecipato a un safari in Africa...
151. Ho guidato una moto ... +
152. Ho guidato un trattore... +
153. Ho dei piercing all'infuori delle orecchie...
154. Ho sparato con armi da fuoco... +
155. Ho mangiato funghi trovati nel bosco... +
156. Non ho dormito per più di un giorno... +
157. Ho subito operazioni chirurgiche... +
158. Sono stato bocciato... +
159. Ho fatto l'autostop... +
160. Ho avuto un serpente come animale domestico...
161. Ho dormito per tutta la durata di un volo aereo... +
162. Ho visto più paesi stranieri che non stati americani... +
163. Sono stato in tutti i continenti...
164. Ho viaggiato in canoa per più di due giorni...
165. Ho guidato un acqua scooter... +
166. Ho mangiato carne di canguro...
167. Ho mangiato sushi... (e ho scoperto che non mi piace)+
168. Ho pisciato per strada... +
169. Ho preso a pugni qualcuno... +
170. Ho avuto relazioni della durata di oltre un anno... (di solito ben oltre…)+
171. Ho fatto cambiare idea a qualcuno su qualcosa... +
172. Ho cambiato idea su qualcosa o su qualcuno... +
173. Ho fatto licenziare qualcuno...
174. Ho trovato soldi... (sempre pochissimi)+
175. Mi sono lanciato col paracadute...
176. Ho mangiato scarafaggi o insetti... +
177. Ho mangiato pomodori verdi fritti...
178. Ho letto Omero... +
179. Ho rubato al ristorante... +
180. Ho rubato al supermarket... +
181. Ho chiesto scusa molto tempo dopo... +
182. Sono stato eletto capoclasse almeno una volta...
183. Ho riparato da solo il mio computer... +
184. Sono stato DJ...
185. Pianto per una giornata intera... +
186. Ho barato al gioco...
187. Sono stato arrestato...
188. Ho bigiato la scuola... +
189. Ho pattinato sul ghiaccio... +
190. Ho comprato scarpe e/o vestiti ad un mercatino rionale... +
191. Ho vomitato in luogo pubblico... +
192. Ho venduto qualcosa ad un estraneo... +
193. Ho comunicato con qualcuno non conoscendo la sua lingua... +
194. Ho rubato la saponetta dall'albergo... +
195. Ho bucato le ruote di una macchina o strisciato la carrozzeria...
196. Ho ruttato davanti ad altre persone..... +
197. Ho copiato un compito in classe.. +
198. Sono caduto in bici... +
199. Sono svenuto...
200. Ho baciato qualcuno del mio stesso sesso...
201. Ho fatto un tuffo da un'altezza di almeno 10 m... +
202. Ho assaggiato un cibo coreano... +
203. Ho pensato seriamente al suicidio... +
204. Ho odiato... +
205. Ho avuto esperienze sadomaso...
206. Ho lavorato in un bar... +
207. Sono stato in un sexy shop... +
208. Ho baciato una ragazza straniera... +
209. Mi sono perso in una città sconosciuta... +
210. Ho tirato dei bidoni... +
211. Mi sono innamorato di un’amica... +
212. Ho fatto Yoga... +
213. Ho fatto esercizi tantrici... +
214. Ho assistito ad un incidente stradale... +
215. Sono stato legato...
216. Ho giocato a squash... +
217. Ho avuto un colpo di fulmine... +
218. Ho fatto un video hard...
219. Ho sentito la mancanza di un’ex... +
220. Ho giocato a briscola... +
221. Ho tenuto un diario segreto... +
222. Ho fatto sci fuori pista... +
223. Ho fatto jungle trekking...
224. Sono stato con una più grande di me... +
225. Mi sono spacciato per qualcun altro...
226. Mi sono arrampicato su un albero... +
227. Ho desiderato che una notte non finisse mai... +
228. Ho fatto una pazzia per amore.... +
229. Ho fatto il bagno di notte... +
230. Ho fumato il nargilè... (ne ho due…)+
231. Ho scritto una lettera d'amore... +
232. Sono stato sospeso da scuola...
233. Ho baciato al primo appuntamento... +
234. Mi sono addormentato tra le braccia di una ragazza... +
235. Sono stato lasciato... +
236. Ho perdonato... +
237. Ho fatto un incidente in macchina... +
238. Sono stato vittima di uno scherzo... +
239. Sono stato alle terme... +
240. Sono stato vedere un gran premio di formula uno...
241. Sono stato in un night... +
242. Sono stato in un club privè...
243. Ho fatto parasailing.....
244. Ho mentito spudoratamente... +
245. Ho fatto un murales...
246. Ho visto la barriera corallina... +
247. Ho fatto lo stronzo...
248. Sono stato con più persone nello stesso giorno …
249. Ho ricevuto i complimenti per qualcosa che so fare molto bene... +
250. Sono stato in un campo nudisti... +
251. Ho scoperto che qualcuno a cui tenevo mi sputtanava di nascosto... +
252. Per rabbia ho rotto degli oggetti... +
253. Sono stato al telefono più di 2 ore.... +
254. Sono scappato di casa...
255. Ho scritto una poesia... +
256. Ho partecipato a un rave...
257. Sono stato a casa di una sconosciuta... +
258. Ho detto una cosa e subito dopo ho fatto il contrario... +
259. Faccio abitualmente spuntini di mezzanotte...
260. Ho baciato per più di un'ora consecutiva... +
261. Ho spiato dal buco di una serratura... +
262. Ho origliato a una porta... +
263. Ho camminato su un tetto... +
264. Ho conosciuto un travestito o un trans... +
265. Ho letto più libri in un giorno... +
266. Ho fermato qualcuno per strada per conoscerlo...
267. Sono stata in un tempio buddista... +
268. Ho fatto la sauna... +
269. Ho tradito... (MAI)
270. Ho preso una multa... +
271. Sono stato inseguito da cani inferociti... +
272. Ho ricevuto delle proposte oscene... +
273. Ho fatto un provino televisivo...
274. Ho fatto di tutto per rendere felice una persona... +
275. Ho fatto break dance in mezzo a una strada... +
276. Sono stato ai Caraibi...
277. Sei stato in acqua per più di sei ore... +
278. Ho incontrato qualcuno conosciuto in chat... +
279. Sono stato ad un concerto... +
280. Ho guidato senza essere in grado di farlo... +
281. Ho fatto giochi alcoolici... +
282. Ho visitato più posti all'estero che in Italia... +
283. Non ho una sola nazionalità...
284. Sono stato ad una festa della birra... +
285. Sono andato da qualche parte dicendo a tutti che andavo da un altra... +
286. Sono stato ricoverato... +
287. Ho suonato in un gruppo... +
288. Ho corrotto qualcuno...
289. Sono stato raccomandato...
290. Ti sei iscritto ad un partito...
291. Sono stato tradito.. +
292. Ho desiderato una persona per mesi senza riuscire a dichiararmi... +
293. Ho avuto una storiella in vacanza... +
294. Ho desiderato di andare a vivere all'estero... +
295. Ho viaggiato senza biglietto... +
296. Sono stato single per scelta... +
297. Sono stato con qualcuno per passatempo...
298. Ho volato... +
299. Ho avuto incubi ricorrenti... +
300. Ho girato nudo per casa...+